pubblicato il 3 giugno 2026
Con un settimo delle scuole nazionali, la Lombardia detiene anche il record di precarietà: un quarto dei posti disponibili sono da stabilizzare. Nessun miglioramento sensibile rispetto allo scorso anno. Siamo di fronte ad un sistema malato che funziona soltanto grazie alla professionalità del personale scolastico
Le operazioni di mobilità terminate per i docenti il 29 maggio hanno liberato quasi 2.000 posti in Lombardia: il saldo fra docenti entrati e docenti usciti dalla regione infatti indica 1.961 domande soddisfatte in uscita verso altre regioni d’Italia. Solo 256 quelle soddisfatte in entrata (vedi tabella 1).
La Lombardia si conferma ancora una volta “terra di passaggio”, certamente non luogo dove dare una svolta in positivo alla propria vita, professionale e familiare. Su questo chi governa dovrebbe fare una riflessione: sicuramente incide il costo della vita a cui corrisponde, in negativo, l’inadeguatezza degli stipendi del personale scolastico.
Ma il dato drammatico, sul quale bisogna fare una riflessione ancora più profonda, è quello dei posti disponibili alle immissioni in ruolo: 12.082 in totale, il 25% dei posti nazionali (vedi tabella 2)
Intanto è bene ricordare che il dato migliora di pochissimo quello dello scorso anno, quando i posti a disposizione al termine della mobilità erano quasi 13.000. Dunque l’effetto di tutti i canali attuali di stabilizzazione -dai concorsi del 2020 ai vari concorsi PNRR, comprese le code degli idonei e le procedure straordinarie di immissione in ruolo da prima fascia GPS di sostegno- è irrisorio, quasi ininfluente.
Tuttavia, i numeri sono fatti per essere studiati e per far scaturire risposte politiche conseguenti:
- la Lombardia ha una percentuale del 40% dei posti di sostegno vacanti e disponibili d’Italia, con un grave ammanco nella scuola primaria (si passa dai 4.069 dello scorso anno ai 3.730 di quest’anno). I posti disponibili (circa 4.500) costituiscono quasi il 25% dell’organico complessivo (circa 18.000), ma non si può dimenticare che il fabbisogno organico reale della Lombardia è di 36.000 posti (questo il dato definitivo dell’organico dopo le deroghe), per permettere un rapporto 1:2 fra docenti e alunni disabili;
- il settore della scuola Primaria continua a essere il più in difficoltà, sia sui posti comuni, sia soprattutto sui posti di sostegno
- i posti disponibili da coprire in organico di diritto sulla scuola secondaria di II grado continuano ad essere superiori al 10% dell’organico da stabilizzare, un dato addirittura più alto dello scorso anno e ancora più preoccupante se si considerano l’introduzione a regime della riforma dei professionali (cosiddetto “4+2”) e l’avvio della riforma degli istituti tecnici, che sicuramente non daranno una risposta di stabilizzazione ad almeno due terzi dei precari di questo settore.
Risulta del tutto evidente che poco o nulla c’è da aspettarsi anche dall’esito del PNRR3 o dalle graduatorie regionali.
Le Istituzioni Scolastiche della Lombardia meritano maggiore cura: la qualità del sistema scolastico passa attraverso la stabilizzazione del personale che può garantire continuità educativa. Negli ultimi due anni, pur aumentando i canali di immissione in ruolo e rimanendo fermi i vincoli della mobilità, il dato del precariato scolastico in Lombardia non è affatto migliorato.
Bisogna garantire la stabilizzazione su tutti i posti disponibili (due anni fa è stato utilizzato solo il 50%, l’anno scorso il 90%), perché si possa dare una risposta alle migliaia di precari che tutti gli anni lavorano in Lombardia in attesa di vedere riconosciuto il loro impegno e la loro serietà.
Servono maggiori investimenti nelle Università Statali, soprattutto lombarde, perché possano essere attivati più corsi abilitanti e specializzanti: in particolare sui posti di sostegno serve una chiara inversione di rotta rispetto alle politiche attuali.
La FLC CGIL Lombardia continua la sua azione di denuncia contro i limiti di questo sistema e al contempo sostiene il personale da anni impiegato nelle scuole lombarde perché siano garantiti i presupposti per la piena e totale stabilizzazione di tutti i precari.
Tabelle:
Tabella 1- esito della mobilità docenti in ingresso e in uscita
Tabella 2- posti docenti disponibili in organico di fatto in Lombardia e in Italia