Scuola: fra quarantene e DDI cresce il disagio

Data di pubblicazione: 27 gennaio 2022

Facendo seguito alle nostre ripetute richieste, l’USR e Regione Lombardia hanno cominciato a fornirci i dati dei contagi, delle quarantene e dell'attivazione di DDI nelle Scuole lombarde.

Il monitoraggio è stato direttamente effettuato da Regione Lombardia, Direzione Welfare.


Di seguito riportiamo i dati relativi alle quarantene per contatto, aggiornati al 23 gennaio:


INFANZIA:

sezioni 3.158 in quarantena su 4.728 sezioni (67%)

alunni 37.453 in quarantena su 102.666 (37%)

personale docente ed ATA: 3.802 in quarantena su 9.409 (40%)

PRIMARIA:

classi 3.104 classi in quarantena su 20.273 (15%)

alunni 39.112 in quarantena su 400.188 (10%)

personale docente ed ATA: 2.051 in quarantena su 33.197 (6%)

SECONDARIA DI PRIMO GRADO:

classi 1.403 in quarantena su 12.417 (11%)

alunni 17.448 in quarantena su 264.826 (7%)

personale docente ed ATA: 234 in quarantena su 22.198 (1%)

SECONDARIA DI SECONDO GRADO:

classi 1.774 in quarantena su 17.461 (10%)

alunni 21.242 in quarantena su 394.174 (5%)
personale docente ed ATA: 137 in quarantena su 31.496 (0,5%)


Pur riconoscendo l'impegno della Regione, abbiamo richiesto dei dati disaggregati più precisi, in particolare per gli alunni contagiati (la Regione ha fornito dati per fasce d'età non confrontabili con il dato delle classi ed ha escluso la rilevazione sui dirigenti scolastici, docenti, educatori ed ATA) e per il personale (che la Regione etichetta semplicisticamente come "operatori scolastici"), di cui non si conoscono invece i dati di contagio.


(Fonte Regione Lombardia: diffusione del contagio aggiornata al 23 gennaio 2022)

Sicuramente si tratta di rilevazioni preoccupanti, che sottolineano ancora una volta il livello di complessità organizzativa e didattica che stanno affrontando, con notevole sforzo e flessibilità, i dirigenti scolastici, le segreterie, i docenti e tutto il personale ATA, sui quali ricadono ogni tipo di incombenze e di responsabilità.

Emerge chiaro anche un'altra evidenza, che abbiamo portato all’attenzione dell’Amministrazione: i contagi hanno avuto il picco nel periodo dal 20 dicembre al 9 gennaio, dunque durante la sospensione delle lezioni per le festività natalizie.
Ancora oggi le scuole stanno pagando il prezzo di
alcune scelte politiche sbagliate, dal momento che si è permessa la diffusione del contagio ignorando, in modo incoerente rispetto ai proclami, la possibilità di individuare dei patti territoriali per definire dei canali preferenziali da dedicare esclusivamente alla scuola (mezzi di trasporto e orari).
Quindi anziché agire per prevenire il contagio, sono state operate scelte che ne hanno favorito la diffusione, consapevoli della possibilità del ricorso alla DDI.

Se dunque da una parte possiamo essere rassicurati sull’ottima tenuta delle scuole in termini di sicurezza, grazie alla professionalità ed al costante lavoro di cura di tutto personale scolastico, che permette alle scuole di essere un luogo sicuro, dall’altra però è necessario che in queste situazioni siano rafforzati gli interventi a favore delle scuole con investimenti in dispositivi di prevenzione (mascherine ffp2, disinfettanti, guanti …) e di personale scolastico (organico aggiuntivo straordinario) al fine di sdoppiare le classi, aumentare il distanziamento interpersonale, garantire sempre la didattica in presenza.